— Al contrario mi dice: «Morcerf, credo che il conte abbia un nobile naturale; cerca di farti amare da lui.»

Monte-Cristo girò gli occhi e mandò un sospiro:

— Ah! da vero?

— Di modo che capirete, continuò Alberto, che invece di opporsi al mio viaggio, ella lo approverà di tutto cuore, poichè entra nelle raccomandazioni che mi fa ogni giorno.

— Andate dunque, disse Monte-Cristo. Questa sera siate qui alle cinque, arriveremo laggiù a mezza notte o ad un’ora.

— Come, a Tréport...? — Tréport, o nelle vicinanze.

— Non ci abbisognano che otto ore per fare 48 leghe?

— È anche molto, disse Monte-Cristo.

— Siete davvero l’uomo dei prodigi, e giungerete non solo a superare le strade ferrate, che non è molto difficile particolarmente in Francia, ma eziandio a correre più presto di una notizia pel telegrafo.

— Frattanto, visconte; siccome ci occorrono sempre sette od otto ore per giungere laggiù, siate esatto.