«E chi? — Una donna accompagnata da un servitore.

«Tutti si guardarono in viso l’un l’altro.

«— Fate entrare questa donna, disse il presidente.

«Cinque minuti dopo, ricomparve l’usciere; tutti gli occhi erano fissi sulla porta, ed io stesso, disse Beauchamp, io prendeva parte alla generale aspettativa ed ansietà.

«Dietro all’usciere camminava una donna avvolta in un lungo velo che la nascondeva interamente. S’indovinava bene, alle forme che tradiva questo velo, ai profumi che ne esalavano, la presenza di una donna giovane ed elegante ma nient’altro. Il presidente la pregò di alzare il velo, ed allora si potè vedere una donna vestita alla greca, ed inoltre una bellezza sorprendente.

— Ah! disse Morcerf, era dessa. — Come, essa?

— Sì, Haydée. — Chi ve lo ha detto?

— Ahimè! l’indovino. Ma continuate, Beauchamp, ve ne prego. Voi vedete ch’io sono tranquillo e forte. E frattanto dobbiamo accostarci allo scioglimento.

«— Il sig. de Morcerf guardava questa donna, continuò Beauchamp, con sorpresa mista a spavento. Per lui era la vita o la morte che stava per uscire da questa graziosa bocca. Per tutti gli altri era un’avventura così strana e così piena di curiosità, che la salvezza o la perdita del sig. de Morcerf non entrava già più in questo avvenimento che come un elemento secondario.

«Il presidente con un segno della mano offerse una sedia a questa giovane, ma ella fece un segno colla testa che restava in piedi. In quanto al conte, era ricaduto sul suo seggio, ed era manifesto che le gambe ricusavano di sostenerlo.