— Egli! gridò Alberto, infatto da lungo tempo ei perseguita il mio povero padre col suo odio, e colla sua gelosia; egli, l’uomo che si crede popolare, che non sa perdonare al conte de Morcerf d’essere Pari di Francia. E, sentite, questa rottura di matrimonio senza darne una ragione, sì... dipende da ciò.
— Informatevi, Alberto, non vi lasciate da ora trasportare, e se la cosa è vera...
— Oh! sì, gridò il giovine, e se la cosa è vera, egli mi pagherà tutto ciò che ho sofferto.
— State in guardia, Morcerf, egli è un uom già vecchio.
— Avrò riguardo all’onore della mia famiglia; s’egli odiava mio padre, perchè non ha colpito mio padre? oh! no; ha avuto paura di ritrovarsi in faccia ad un uomo.
— Alberto, io non vi condanno, ma operate con prudenza.
— Oh! non abbiate paura; d’altra parte mi accompagnerete, Beauchamp; le cose solenni devono essere trattate davanti ad un testimonio. Prima della fine di questa giornata, se il sig. Danglars è il reo, egli avrà cessato di vivere, o io sarò morto. Per bacco! Beauchamp, vo’ fare dei bei funerali al mio onore.
— Ebbene! allora quando si sono prese tali risoluzioni, Alberto, bisogna sul momento metterle ad esecuzione. Volete andare dal sig. Danglars? partiamo. — Fu mandato a chiamare un cabriolet di piazza. Nell’entrare nel palazzo del banchiere, videro alla porta il phaéton ed il domestico del sig. Andrea Cavalcanti. — Ah! per bacco! ecco a chi va bene! disse Alberto con voce cupa. Se il sig. Danglars non vuol battersi meco, gli ucciderò suo genero. Egli deve essere uomo da accettare una sfida, dovrebbe battersi, è un Cavalcanti! — Fu annunciato il giovine al banchiere, che, al nome di Alberto, sapendo che cosa era accaduto il giorno innanzi, gli fece proibire l’ingresso. Ma era troppo tardi, Alberto aveva seguito il lacchè; intese l’ordine dato, e violentando la porta, penetrò, seguito da Beauchamp, fino nel gabinetto del banchiere. — Ma signore, gridò questi, non si è più padroni in casa di ricevere chi si vuole, e ricusare chi non si vuole? mi sembra che voi lo dimentichiate in un modo strano.
— No, signore, disse freddamente Alberto; vi sono delle occasioni, e voi siete in una di queste, in cui abbisogna, salvo il caso di viltà, vi offro questo rifugio, essere in casa sua almeno per certe persone.
— Allora che volete dunque, o signore?