— Un solo però vi ha scritto, e questi siete voi.
— Io ho scritto senza dubbio; mi sembra che quando uno marita sua figlia ad un giovine, possa prendere delle informazioni sulla famiglia di questo giovine; non è soltanto un diritto, ma un dovere.
— Voi avete scritto, signore, disse Alberto, sapendo perfettamente la risposta che vi sarebbe venuta.
— Io! Ah! vi giuro bene, gridò Danglars, con una confidenza ed una sicurezza che venivano ancor meno dalla sua paura, forse che dalla premura che sentiva pel disgraziato giovine, vi giuro, che non avrei mai pensato a scrivere a Giannina. Conosco forse la catastrofe di Alì-Pascià, io?
— Allora qualcuno vi ha spinto a scrivere? — Certamente.
— Voi siete stato instigato? — Sì.
— Chi è stato?... terminate... dite...
— Per bacco! niente di più semplice, io parlava degli antecedenti di vostro padre, diceva che la sorgente della fortuna era sempre rimasta oscura. La persona mi domandò in che luogo vostro padre aveva fatta questa fortuna: risposi, «in Grecia.» Allora mi disse «ebbene, scrivete a Giannina.»
— E chi vi ha dato questo consiglio?
— Per bacco! il conte di Monte-Cristo vostro amico.