— Il conte di Monte-Cristo vi ha detto di scrivere a Giannina?

— Sì, ed io ho scritto. Volete vedere la mia corrispondenza? ve la mostrerò. — Alberto e Beauchamp si guardarono.

— Signore, disse allora Beauchamp che non aveva preso ancora la parola, mi sembra che voi accusiate il conte, che è assente da Parigi, e che non può giustificarsi in questo momento.

— Non accuso alcuno, signore, disse Danglars, racconto; e ripeterò davanti al sig. conte di Monte-Cristo, ciò che ho detto davanti a voi.

— Ed il conte sa qual è la risposta che avete ricevuta?

— Io la mostrai a lui.

— Sapeva che il nome di battesimo di mio padre era Fernando ed il suo cognome di famiglia Mondego.

— Sì, glie lo aveva detto da lungo tempo; per soprappiù, non ho fatto in ciò che quel che avrebbe fatto qualunque al mio posto, e fors’anche molto meno. Quando la dimane di questa risposta, sollecitato dal sig. di Monte-Cristo, venne vostro padre a domandarmi officialmente mia figlia, come si fa quando la si vuol finire, rifiutai brevemente, è vero, ma senza spiegazioni, senza rumori. Infatto, perchè avrei dovuto far del rumore? che cosa poteva importarmi dell’onore o del disonore dei Morcerf? Ciò non faceva nè alzare, nè abbassare le pubbliche rendite.

Alberto sentì il rossore salirgli alla fronte; non v’era più alcun dubbio. Danglars si difendeva colla bassezza, ma colla sicurezza di un uomo che dice, se non tutta la verità, almeno una parte di verità, non per coscienza, ma per terrore. D’altra parte che cercava Morcerf? non il più o meno di reità di Danglars, o di Monte-Cristo, ma un uomo che rispondesse alla offesa grave o leggiera, un uomo che si battesse, ed era evidente che Danglars non si batterebbe.

E quindi ciascuna delle cose dimenticate o inosservate ritornavano visibili ai suoi occhi e presenti al suo pensiero. Monte-Cristo sapeva tutto, poichè avea comprata la figlia di Alì-Pascià; ora, sapendo tutto, aveva incaricato Danglars di scrivere a Giannina. Conosciuta la risposta, aveva acconsentito al desiderio, manifestato da Alberto, di essere presentato ad Haydée; una volta davanti ad essa, aveva lasciato cadere il discorso sulla morte d’Alì senza opporsi al racconto di Haydée (ma avendo senza dubbio dato alla giovinetta, nelle poche parole che aveva pronunziato in greco, le sue istruzioni che non avevano permesso a Morcerf di riconoscere suo padre); del resto non aveva pregato Morcerf di non pronunciare il nome di suo padre davanti ad Haydée? Finalmente aveva condotto Alberto in Normandia nel momento in cui sapeva che doveva nascere il gran susurro. Non v’era più da dubitarne, tutto ciò era uno studio, e Monte-Cristo senza dubbio se la intendeva con i nemici di suo padre. Alberto prese Beauchamp in un angolo, e gli comunicò tutte queste idee: — Voi avete ragione, disse questi, il sig. Danglars non entra in questo affare che per la parte brutale e materiale, ed al sig. di Monte-Cristo voi dovete domandare una spiegazione.