— E chi vi ha detto, che io odio vostro figlio?
— Nessuno, mio Dio! Ma una madre è dotata di una doppia vista: ho indovinato tutto: l’ho seguito questa sera all’Opera, e, nascosta in un baignoire[4] ho veduto tutto.
— Allora, se avete veduto tutto, signora, avrete veduto che il figlio di Fernando mi ha insultato pubblicamente?
— Oh! per pietà!
— Avrete veduto, continuò il conte, che mi avrebbe gettato il guanto in faccia, se uno dei miei amici, Morrel, non gli avesse fermato il braccio.
— Ascoltatemi; anche mio figlio vi ha indovinato, ed attribuisce a voi tutta la disgrazia che opprime suo padre.
— Signora, disse Monte-Cristo, voi confondete: non è già una disgrazia, è un castigo. Non sono già io che opprimo il sig. de Morcerf, è la Provvidenza che lo colpisce.
— Che importa a voi, Edmondo, di Giannina e del suo Visir? che torto ha fatto a voi Fernando Mondego, tradendo Alì-Tebelen?
— E tutto questo, rispose Monte-Cristo, tutto questo è un affare fra il capitano franco e la figlia di Vasiliki. Ciò non mi riguarda, avete ragione; e se ho giurato di vendicarmi, non è del capitano franco, nè del sig. de Morcerf, ma bensì del pescatore Fernando, marito della catalana Mercedès.
— Ah! signore, gridò la contessa, qual terribile vendetta per una colpa, che la fatalità mi ha fatto commettere, poichè la vera colpevole sono io, Edmondo, e se avete a vendicarvi di qualcuno, è di me, che ho mancato, costrettavi dalla vostra assenza, e dal mio isolamento.