Monte-Cristo prese le pistole che aveva in mano quando Mercedès entrò, ed attaccando un asso di fiori contro il muro, in quattro colpi portò via successivamente le quattro branche del fiore.
A ciascun colpo Morrel impallidiva. Esaminò le palle colle quali Monte-Cristo eseguiva questo esercizio, e vide che esse non erano più grosse dei pallini da lepre.
— È cosa spaventosa, disse egli; guardate dunque Emmanuele! — Indi voltandosi verso Monte-Cristo:
— Conte, disse egli, in nome del cielo, non uccidete Alberto! il disgraziato ha una madre!
— È giusto, disse Monte-Cristo, io non l’ho.
Queste parole furono pronunciate con un tuono che fece fremere Morrel. — Voi siete l’offeso, conte.
— Senza dubbio, e che volete dire con ciò?
— Voglio dire che siete il primo a tirare. — Io tiro pel primo?
— Oh! questo io l’ho preteso; noi facciamo loro abbastanza concessioni perchè essi ci facciano questa.
— E a quanti passi? — A venti.