Uno spaventoso sorriso passò sulle labbra del conte. — Morrel, diss’egli, non dimenticate quel che or ora avete veduto.
— Così, disse il giovine, io conto sulla vostra emozione per salvare Alberto. — Io commosso? disse Monte-Cristo.
— O sulla vostra generosità, amico mio; sicuro come siete del vostro colpo, posso dirvi una cosa che sarebbe ridicola se la dicessi ad un altro. — E quale?
— Rompetegli un braccio, feritelo, ma non lo uccidete.
— Morrel, ascoltate anche questo, disse il conte, io non ho bisogno di essere incoraggiato per avere dei riguardi a Morcerf; il sig. de Morcerf, ve lo avviso prima, sarà ben trattato, egli ritornerà tranquillamente ed intatto, nel mentre che io... — Ebbene! voi?
— Oh! è un’altra cosa, sarò trasportato...
— Su via, dunque! gridò Morrel fuor di sè.
— La cosa accadrà come ve l’annunzio, mio caro Morrel, il sig. de Morcerf mi ucciderà.
Morrel guardò il conte come uomo che non capisce più.
— Conte, che è dunque accaduto da ier sera in qua?