— Io credo la fuga impossibile; è un rivoltarsi contro Dio il tentare ciò che Dio non vuole che si compia.

— Perchè scorarvi? sarebbe troppo domandare alla Provvidenza di riuscire al primo tentativo! Non potete voi ricominciare da un’altra parte ciò che avete fatto da questa?

— Ma voi non sapete ciò che ho fatto, per parlare in tal modo di ricominciare? non sapete che mi sono abbisognati quattro anni per fabbricare gli utensili che posseggo, che da due anni gratto, e foro una terra dura come il granito? non sapete che mi è bisognato sminuzzar delle pietre tali, che avrei creduto non aver la forza di smuovere? che delle giornate intere sono passate in questo lavoro gigantesco, e qualche sera mi reputava felice solo per aver potuto levare un pollice quadrato di vecchio cemento divenuto duro quanto la pietra stessa? non sapete che per riporre tutta questa terra, tutti questi rottami, e queste pietre che spostava, fui costretto di fare un’apertura sotto la volta di una scala, nel vuoto della quale ho nascosto quanto scavava dal foro, ed ora questo vuoto è ripieno e non saprei più ove mettere un pugno di polvere? non sapete finalmente che mi credeva di toccare la fine del mio lavoro cui mi sentiva appena la forza di compiere, ed ecco che Dio non solo mi ha allontanato la meta, ma l’ha trasportata non so dove? ah! io ve l’ho detto, e ve lo ripeto, d’ora innanzi non farò più niente per tentare di riacquistare la mia libertà, poichè vedo che la volontà di Dio è, ch’ella sia perduta per sempre.

Edmondo abbassò la testa per non confessare a quest’uomo che, la gioia di avere un compagno, gl’impediva di prendere quella parte, che avrebbe dovuto, al dolore provato dal prigioniero per non essersi potuto salvare. Faria si lasciò andare sul letto di Edmondo il quale restò ritto in piedi. Il giovine non aveva mai pensato alla fuga. Vi sono di quelle cose che sembrano talmente impossibili che non si ha neppur l’idea di tentarle e che si evitano come per istinto. Scavare 50 piedi sotto terra, consacrare a questa operazione un lavoro di due anni, per giungere, se riesce, sopra un precipizio che mette a picco sul mare; precipitarsi da 50, 60, e forse 100 piedi d’altezza, infrangersi la testa sur uno scoglio nella caduta, se la palla di una sentinella non vi ha colto prima, essere obbligato, se si giunge a superare tutti questi pericoli, di fare una lega nuotando, tutto ciò era troppo, per non rassegnarvisi, e noi abbiamo veduto che Dantès aveva già spinta questa rassegnazione fino alla morte.

Ma ora che il giovine aveva veduto un vecchio attaccarsi alla vita con tanta energia e dargli l’esempio delle risoluzioni disperate, egli si mise a riflettere e a misurare il suo coraggio. Un altro aveva tentato ciò ch’egli non aveva avuto neppur l’idea di pensare; un altro meno forte, meno destro di lui, si era procurato a forza di criterio e di pazienza tutti gl’istrumenti di cui abbisognava per questa incredibile operazione, che era andata a vuoto solo per una misura mal presa; un altro aveva fatto tutto ciò: nulla dunque doveva essere impossibile a Dantès. Faria aveva traforato 50 piedi, egli ne traforerebbe 100. Faria a 50 anni aveva impiegato due anni al lavoro, egli che aveva la metà degli anni di Faria ne impiegherebbe quattro. Faria scienziato, uomo di studi, non aveva avuto timore di rischiare la traversata dal castello d’If all’isola di Daume, di Ratonneau e di Lemaire; egli, Edmondo marinaro, egli, Dantès, l’ardito nuotatore che era stato tante volte a cercare un ramo di corallo nel fondo del mare, esiterebbe dunque a fare una lega nuotando? quanto tempo abbisogna per fare una lega nuotando? un’ora. Ebbene! non era stato tante volte delle ore intere in mare senza por piede sulla riva? No, no, Dantès non aveva bisogno che di essere incoraggiato dall’esempio. Dantès farà tutto ciò che un altro ha fatto, o avrebbe potuto fare. E Edmondo riflettè un momento.

— Io ho trovato ciò che cercate, diss’egli al vecchio.

Faria rabbrividì. — Voi? disse, rialzando la testa in un modo che faceva conoscere che, se Dantès diceva la verità, lo scoramento del suo compagno non sarebbe stato di lunga durata. — Voi? vediamo dunque il vostro ritrovato?

— Il corridore che avete fiancheggiato per venire dalla vostra prigione fin qui, si estende nella stessa direzione della galleria esterna, n’è vero? — Sì. — Non deve dunque esserne lontano che circa 15 passi? — A dir molto.

— Ebbene! verso la metà del corridore noi foriamo un cammino che lo attraversa a guisa di croce; questa volta voi prendete meglio le vostre misure; noi mettiamo capo sulla galleria esterna, uccidiamo la sentinella, ed evadiamo. Perchè questo disegno riesca non vi bisogna che coraggio, e voi ne avete; che vigore, ed io non ne manco; di pazienza non parlo, voi avete dato le vostre prove, io darò le mie.

— Un momento, rispose Faria, voi non avete saputo mio caro compagno di qual genere è il mio coraggio e qual uso io conti di fare della mia forza; circa la pazienza, credo di essere stato abbastanza paziente ricominciando ogni notte il lavoro del giorno. Ma allora, ascoltatemi bene o giovine, era perchè mi sembrava che io avrei servito Dio liberando una delle sue creature, che essendo innocente, non aveva potuto essere condannata.