Una parola di spiegazione su questa visita, attesa forse da Monte-Cristo, ma inaspettata senza dubbio dai nostri lettori. Mentre che Mercedès, come abbiamo detto, faceva nelle sue camere l’inventario che Alberto aveva già fatto nelle proprie; mentre classificava i suoi gioielli, chiudeva i cassetti, riuniva le chiavi, affine di lasciar tutto nell’ordine più perfetto, ella non si era accorta che una testa pallida e sinistra era comparsa alla invetriata di una porta che lasciava passare la luce ad un corridore; di là non solo si poteva vedere, ma si poteva ancora sentire. Questi che guardava così, senza essere, secondo tutte le probabilità, nè veduto nè inteso, vide dunque ed intese tutto ciò che accadeva presso la signora de Morcerf.

Da questa porta con vetri, l’uomo dal viso pallido si portò nella camera da dormire del conte di Morcerf, e giunto là, sollevò con una mano contratta la tendina della finestra che guardava nel cortile. Per dieci minuti restò così immobile e muto, ascoltando i battiti del proprio cuore. Per lui dieci minuti erano molto lunghi. Fu allora che Alberto ritornò dal suo ritrovo, scoperse suo padre che stava alle vedette sul suo ritorno dietro la tendina, e voltò la testa. L’occhio del conte si dilatò: sapeva che l’insulto d’Alberto a Monte-Cristo era stato terribile, che un simile insulto, in tutti i paesi del mondo, trascinava ad un duello a morte. Ora, Alberto ritornava sano e salvo, dunque il conte era vendicato. Un lampo di gioia indicibile illuminò quel lugubre viso, come fa un ultimo raggio di sole prima di perdersi nelle nubi, che sembrano meno il suo letto di quello che la sua tomba. Ma, noi lo abbiamo detto, egli aspettava invano che il giovine salisse nel suo appartamento per rendergli conto del suo trionfo. Che suo figlio, prima di andarsi a battere, non avesse voluto vedere suo padre di cui andava a vendicare l’onore, ciò si comprende; ma, una volta questo onore vendicato, perchè questo figlio non veniva a gettarsi fra le braccia di suo padre? Fu allora che il conte, non vedendo venire Alberto, inviò a cercare il suo domestico. Si sa che Alberto lo aveva autorizzato a non tener nascosta la verità a suo padre. Dieci minuti dopo si vide comparire sulla scalinata il generale de Morcerf, vestito in abito nero, col goletto alla militare, i calzoni neri, e i guanti neri. A quanto pare, aveva già dati degli ordini anteriori, poichè appena aveva egli toccato l’ultimo gradino della scala, che la sua carrozza di già attaccata uscì dalla rimessa, e venne a fermarsi dinanzi a lui: il suo cameriere vi gettò dentro un mantello alla militare, instecchito per le due spade che avvolgeva; quindi, chiuso lo sportello, si assise vicino al cocchiere, che s’inchinò davanti al calesse per domandar l’ordine. — Ai Campi-Elisi, disse il generale, al palazzo del conte di Monte-Cristo.

I cavalli si slanciarono sotto il colpo di frusta che li circondò; cinque minuti dopo essi si fermarono alla casa del conte. Il sig. de Morcerf aprì da sè lo sportello, la carrozza andava ancora, ed egli saltò come un giovine, al cancello, suonò, e disparve dalla porta aperta in compagnia del cameriere. Un minuto secondo dopo Battistino annunciava al signor conte di Monte-Cristo, il conte de Morcerf, e Monte-Cristo, riconducendo Haydée, dava l’ordine che il conte de Morcerf fosse introdotto nel salotto. Il generale misurava coi passi per la terza volta tutta la lunghezza del salotto, quando, rivoltandosi, vide Monte-Cristo in piedi sulla soglia!

— Ah! è il sig. de Morcerf, disse tranquillamente Monte-Cristo; credeva di aver male inteso.

— Sì, son io: disse il conte con una spaventevole contrazion di labbra che gli impediva di articolar le parole.

— Ora dunque non mi resta che a sapere la causa, disse Monte-Cristo, che mi procura il piacere di vedere il sig. de Morcerf così di buon’ora.

— Questa mattina avete avuto un incontro con mio figlio?

— Voi sapete questo? rispose il conte.

— So pure che mio figlio aveva buone ragioni per desiderar di battersi con voi, e di far tutto ciò che poteva per uccidervi.

— In fatto, signore, egli ne aveva di buonissime; ma voi vedete che, ad onta di queste ragioni, non mi ha ucciso, ed anzi non si è neppure battuto.