— E ciò non pertanto vi considerava come la causa del disonore di suo padre, non meno che la causa della terribile rovina che in questo momento opprime la mia famiglia.

— È vero, riprese Monte-Cristo colla sua calma spaventosa; causa secondaria, per esempio, e non principale.

— Senza dubbio voi gli avrete fatta qualche scusa, e data qualche spiegazione?

— Io non gli ho data nessuna spiegazione, ed è stato lui che mi ha chiesto scusa.

— Ma a che cosa attribuite questa sua condotta?

— Probabilmente alla convinzione che in tutto questo affare vi era un uomo più colpevole di me.

— E chi è quest’uomo? — Suo padre.

— Sia, disse il conte impallidendo; ma sapete che anche il più colpevole non ama sentirsi convincere della sua reità.

— Lo so... così, io mi era preparato a ciò che accade in questo momento. — Voi vi eravate preparato a ritrovare in mio figlio un vile? gridò il conte.

— Alberto de Morcerf non è un vile! disse Monte-Cristo.