— E poi, disse Eugenia nello sfogliare l’album della sig.ª de Villefort, aggiungete, signora, che voi avete una inclinazione particolare per questo giovine.
— Eh, disse la sig.ª de Villefort, non ho bisogno di domandarvi se voi prendete parte a questa inclinazione?
— Io! rispose Eugenia colla sua serietà ordinaria, oh! niente affatto, signora; la mia propria vocazione non è d’incatenarmi colle cure di famiglia, e coi capricci di un uomo qualunque si sia. La mia vocazione era di essere artista, e per conseguenza libera nel cuore, nel pensiero, e nelle azioni.
Eugenia pronunziò queste parole con un accento così vibrato e così fermo, che il rossore salì al viso di Valentina. La timida fanciulla non poteva comprendere questa natura vigorosa, che null’aveva di comune colle solite timidezze della donna. — Del resto, continuò ella, poichè sono destinata ad essere maritata di buona o di cattiva voglia, debbo ringraziare la Provvidenza che mi abbia procurato il disprezzo del sig. Alberto de Morcerf; senza questa Provvidenza, oggi sarei la moglie di un uomo perduto nell’onore.
— È pur troppo vero, disse la baronessa con quella strana ingenuità che qualche volta si ritrova nelle gran signore; è pur troppo vero, senza questa esitanza dei Morcerf, mia figlia avrebbe sposato il sig. Alberto; il generale vi aveva molta premura; era anzi venuto per costringere il sig. Danglars a dare la sua parola; noi l’abbiamo scappata bella.
— Ma, disse timidamente Valentina, forse che l’onta del padre ricade sul figlio? Il sig. Alberto mi sembra innocente di tutti questi tradimenti del generale.
— Perdono, cara amica, disse l’implacabile giovinetta, il sig. Alberto ne reclama, e ne merita la sua parte: pare che dopo avere ieri sera provocato Monte-Cristo all’Opera, oggi gli abbia fatto le sue scuse sul terreno.
— Impossibile! disse la sig.ª de Villefort.
— Ah! mia cara, disse la sig.ª Danglars, con quella stessa ingenuità che abbiamo segnalata; la cosa è certa, io la so dal sig. Debray, che era presente alle spiegazioni.
Valentina pure sapeva la verità, ma non rispose. Respinta da una parola nelle sue rimembranze, si ritrovava col pensiero nella camera di Noirtier, ove Morrel l’aspettava.