— Ecco il passaporto, disse il postiglione; che strada prendiamo?
— Quella di Fontainebleau, rispose Eugenia con voce quasi maschile.
— Ebbene! che dici dunque? domandò Luigia.
— Rendo il cambio, disse Eugenia; questa donna alla quale diamo venti luigi può tradirci per quaranta: sul baluardo prenderemo un’altra direzione. — E la giovanetta si slanciò nella brisca, preparata con tutti i comodi, senza neppure toccare il montatore. Un quarto d’ora dopo, il postiglione, rimesso nel diritto sentiero, oltrepassava, facendo schioppettare la frusta, il cancello della barriera Saint-Martin. — Ah! disse Luigia respirando, eccoci dunque uscite di Parigi.
— Sì, mia cara, e il ratto è bello e bene combinato.
— Sì, ma senza violenza.
— Farò valere questo, come circostanza attenuante, rispose Eugenia. — Queste parole si perderono col rumore che facea la carrozza sul selciato della Villette.
Il sig. Danglars non avea più figlia.
XCVII. — L’ALBERGO DELLA CAMPANA E DELLA BOTTIGLIA.
Ed ora lasciamo madamigella Danglars e la sua amica scorrere sulla strada di Bruxelles, e ritorniamo al povero Andrea Cavalcanti, così disgraziatamente fermato nello scatto della sua fortuna. Ad onta della sua giovane età, Andrea Cavalcanti era un uomo molto destro ed intelligente. Così ai primi rumori che penetrarono nelle sale, lo abbiam veduto gradatamente accostarsi alla porta, traversare una o due camere, e finalmente sparire. Una cosa che abbiam dimenticato di ricordare, e che, non pertanto, non deve essere omessa, si è che in una di queste due camere, che dovè traversare, stava esposto il corredo della sposa: scrigni di diamanti, scialli di casimiro, merletti di Valencienne, veli di Inghilterra, e tutto ciò infine, che in questo mondo vi è di oggetti tentatori, il cui nome soltanto fa balzare di gioia il cuore delle giovanette, e che concorre a formare ciò che i francesi chiamano corbeille. Ora, passando da questa camera, cosa che prova che non solo il giovine era molto destro e molto intelligente, ma ancor molto previdente, egli afferrò l’astuccio che conteneva il più ricco adornamento in brillanti di quanti erano là esposti. Munito di questo compagno Andrea si era sentito di metà più leggero, per saltare dalla finestra, e sfuggir dalle mani dei gendarmi. Grande e snello come l’antico giostratore, muscoloso come uno spartano, Andrea aveva fatta una corsa di un quarto d’ora senza sapere ove andava, e nello scopo soltanto d’allontanarsi dal luogo, ove per poco non era stato arrestato. Partendo dalla strada Mont-Blanc, con quell’istinto dei ladri per le barriere, che i lepri hanno per i cespugli, si era ritrovato in capo alla strada Lafayette.