— Il veleno! la morte! gridò Valentina, credendosi nuovamente sotto l’impero di qualche febbrile allucinazione; che dite dunque, signore?
— Zitta! figlia mia, disse Monte-Cristo portando nuovamente il dito alle labbra; ho detto il veleno, ho detto la morte, ciò ripeto, la morte; ma prima bevete questo.
Il conte cavò dalla saccoccia una boccettina contenente un liquore rosso del quale versò alcune goccie nel bicchiere; — E quando avrete bevuto non pigliate più niente in tutta la notte. — Valentina allungò la mano; ma appena ebbe toccato il bicchiere la ritirò con ispavento. — Monte-Cristo prese il bicchiere, ne bevè la metà, e lo presentò a Valentina che trangugiò sorridendo il restante del liquore che conteneva, — Oh! sì, diss’ella, riconosco il gusto delle mie bevande notturne, e quest’acqua che apportava un poco di freddo al mio petto, un poco di calma al mio cervello. Grazie, signore, grazie.
— Ecco in che modo avete vissuto da quattro notti, Valentina, disse il conte; ma in che modo viveva io? Oh! quali ore crudeli mi avete fatto passare! Oh! quali terribili torture non ho sofferto, quando vedeva versare nel vostro bicchiere il veleno mortale, quanto tremava che aveste il tempo di beverlo, prima che io avessi quello di spanderlo nel caminetto!
— Voi dite, signore, riprese Valentina al colmo del terrore, che avete sofferto mille torture, vedendo versare nel mio bicchiere un veleno mortale? Ma se avete veduto versare il veleno nel mio bicchiere, avrete pur veduto la persona che lo versava?
— Sì. — Valentina si sollevò a sedere riportando sul suo petto più pallido della neve, la battista ricamata ancor molle dal sudore freddo del delirio al quale cominciava ad associarsi il sudore più ghiacciante ancora del terrore:
— Voi l’avete veduta? ripetè la giovanetta.
— Sì, disse una seconda volta il conte.
— Ciò che mi dite è terribile, signore, ciò che mi volete far credere ha qualche cosa di infernale. Che! nella casa di mio padre! nella mia camera! sul mio letto di patimento si continua ad assassinarmi? Oh! ritrattatevi, signore, voi tentate la mia coscienza, voi bestemmiate la divina bontà; è impossibile, ciò non può essere.
— Siete voi dunque la prima che questa mano colpisce, Valentina? non avete veduto cadere intorno a voi il sig. de Saint-Méran, Barrois? non avreste veduto cadere il sig. Noirtier, se la cura che egli fa da tre anni non lo avesse protetto, combattendo il veleno coll’abitudine del veleno?