— Oh! mio Dio! fu dunque per questo, disse Valentina, che da circa un mese il mio buon nonno esige che io prenda una parte della sua pozione?

— E queste pozioni, disse Monte-Cristo, hanno un gusto amaro come quello della scorza d’arancio mezza secca.

— Sì, mio Dio! sì!

— Oh! ciò mi spiega tutto, disse Monte-Cristo; egli sa che qui si avvelena, e forse chi avvelena. Egli ha premunito voi, sua figlia prediletta, contro la sostanza mortale, e la sostanza mortale è venuta a spezzarsi contro questo principio di abitudine; ecco in qual modo vivete ancora: cosa che non sapeva spiegare, dopo che eravate stata avvelenata con una sostanza che non la perdona.

— Ma chi è dunque l’assassino, l’uccisore?

— Io prima vi domanderò: non avete mai veduto entrare nessuno nella notte in questa vostra camera?

— Può darsi. Spesso ho creduto veder passar delle ombre, che si avvicinavano, si allontanavano, e sparivano.

— Per cui non conoscete chi attenta alla vostra vita?

— No; e perchè vi può essere qualcuno che desideri la mia morte? — Lo conoscerete in breve, disse Monte-Cristo tendendo le orecchie. — E in che modo? disse Valentina, guardando con terrore intorno a sè.

— Perchè questa sera, non avete più nè febbre nè delirio, perchè questa sera siete ben svegliata, perchè ora suona la mezzanotte, e questa è l’ora degli assassini.