— Non vi confiderete a nessuno, neppur a vostro padre?

— Mio padre non entra in questo spaventoso complotto, non è vero signore? disse Valentina giungendo le mani.

— No. Eppure vostro padre, uomo abituato alle scuse criminali, deve avere dei sospetti che tutte queste morti che accadono nella sua casa non siano naturali. Vostro padre, avrebbe dovuto vegliare su voi, avrebbe dovuto essere a quest’ora nel posto che occupo io; avrebbe dovuto aver di già vuotato questo bicchiere; avrebbe dovuto infine indirizzarsi contro l’assassino. Spettro contro spettro, — mormorò egli terminando la sua frase sotto voce.

— Signore, farò di tutto per vivere, perchè vi son due esseri al mondo che mi amano, e che morrebbero se io morissi: mio nonno e Massimiliano.

— Io veglierò su loro come ho vegliato su voi.

— Ebbene, disponete di me, — disse Valentina: indi soggiunse a bassa voce: — Oh mio Dio! che accadrà di me?

— Qualunque cosa vi accada, Valentina, non vi spaventate se soffrite, se perdete la vista, l’udito, il tatto, non temete di niente; se vi risvegliate senza saper dove siete, non abbiate paura, doveste nello svegliarvi, trovarvi in qualche caverna sepolcrale, o chiusa in una bara; richiamate subito il vostro spirito e dite a voi stessa: «In questo momento un amico, un padre, un uomo che vuole la mia felicità e quella di Massimiliano, veglia su me.»

— Ahimè! ahimè! quale terribile estremità!

— Valentina; preferite denunziar la vostra matrigna?

— Amerei meglio morir cento volte! oh! sì, morire!