— No, disse Villefort, andate a cercare il più vicino.

— Il più vicino, disse il medico dei morti, è un buon abate italiano che è venuto a dimorar nella casa contigua alla vostra; volete che nel passare lo prevenga?

— D’Avrigny, disse Villefort, volete avere la bontà di accompagnare il signore? Ecco la chiave perchè possiate entrare ed uscire a vostro piacere: ricondurrete il prete e v’incaricherete di situarlo nella camera della mia povera figlia.

— Desiderate parlargli, amico mio?

— Desidero di restar solo: mi scuserete, n’è vero? Un prete deve comprendere tutti i dolori, anche il dolore paterno. — Ed il sig. de Villefort, consegnando un apritutto a d’Avrigny, salutò un’ultima volta il dottore straniero, rientrò nel suo gabinetto, e vi si mise a lavorare.

Per alcune organizzazioni, il lavoro è un rimedio a tutti i dolori. Nel momento in cui discendevano nella strada, scopersero un uomo vestito in sottana che stava sulla soglia della porta vicina. — Ecco quello di cui vi parlava, — disse il medico dei morti a d’Avrigny. Questi andò incontro all’ecclesiastico; — Signore, diss’egli, sareste disposto di rendere un gran favore ad un disgraziato padre che ha perduto sua figlia, al sig. procuratore del Re Villefort?

— Ah! signore, rispose il prete con un accento italiano dei più pronunciati, sì, lo so, la morte è nella sua casa.

— Allora non ho più bisogno di dirvi qual genere di favore ei si aspetti da voi?

— Io stesso veniva ad offrirmi, disse il prete; è nella nostra missione l’andar incontro ai nostri doveri.

— È una giovanetta.