— La conoscevate?

— Aveva parlato una o due volte con lei, al ballo della sig.ª de Morcerf, fra le altre; ella mi sembrò graziosa, quantunque di uno spirito un po’ malinconico. Ov’è sua matrigna, lo sapete?

— È andata a passare questo giorno con la moglie di questo degno signore che ci riceve.

— E chi è costui? forse un deputato?

— No, disse Beauchamp; son condannato a vedere i nostri onorevoli tutti i giorni, ed egli mi è incognito.

— Avete parlato di questa morte nel vostro giornale?

— L’articolo non è mio, ma se ne è parlato; e dubito che aggradisca al sig. de Villefort. Vi è detto, credo: che se quattro morti successive avessero luogo in tutt’altra casa che in quella del procuratore del Re, il sig. procurator del Re se ne sarebbe certamente commosso.

— Del resto, disse Château-Renaud, il dottore d’Avrigny, che è il medico di mia madre, pretende che Villefort ne sia disperato. Ma che cercate dunque, Debray?

— Cerco il conte di Monte-Cristo, rispose il giovine.

— L’ho incontrato sul baluardo, lo credo sul punto di partire; andava dal suo banchiere, disse Beauchamp.