— Oh! è meraviglioso, è sorprendente, gridò egli, come questa scrittura rassomiglia a quella.
— Ciò è perchè la denunzia fu scritta colla mano sinistra; ed io ho osservato una cosa, che tutti i caratteri fatti colla mano diritta sono diversi, ma che quelli che sono fatti colla mano sinistra si rassomigliano.
— Voi avete dunque veduto tutto, osservato tutto?
— Continuiamo... passiamo alla seconda interrogazione. V’era qualcuno a cui potesse importare che non sposaste Mercedès?
— Sì, un giovine che l’amava...
— Il suo nome? — Fernando. — Questo è un nome spagnuolo. — Egli era catalano. — Credete voi che questi sia stato capace di scrivere la lettera? — No, questi era piuttosto capace di piantarmi un coltello nel cuore.
— Bene, questo è nella natura spagnuola: un assassinio, sì; una viltà, no. — D’altra parte, continuò Dantès, egli ignorava tutti i particolari riportati nella denunzia. — Voi non li avevate raccontati ad alcuno?
— A nessuno. — Neppure alla vostra amica?
— Neppure alla mia fidanzata. — Fu Danglars!
— Oh! adesso ne son sicuro. — Ma aspettate... Danglars conosceva Fernando? — No... sì, cioè... ora mi ricordo... — Che cosa? — La vigilia dei miei sponsali li ho veduti insieme ad una tavola, sotto il pergolato di Papà Panfilo. Danglars era amichevole e scherzoso, Fernando era pallido e sconvolto.