— Oh! è come se l’aveste già: le sue elemosine sole montano a più di 20 mila fr. il mese.
— È cosa magnifica! d’altra parte gli citerò l’esempio della sig.ª de Morcerf, e di suo figlio. — Quale esempio?
— Essi hanno donata tutta la loro fortuna agli ospizii.
— Quale fortuna? — La loro fortuna, quella del generale de Morcerf defunto. — E a che proposito? — Al proposito ch’essi non vogliono beni così miseramente acquistati. — E di che cosa vivranno? — La madre si ritira in provincia, ed il figlio si arruola. — Senti! senti! questi sì che sono scrupoli! — Ho fatto registrare ieri l’atto di donazione. — E quanto possedevano? — Oh! non era gran cosa, un milione e 300 mila fr. Ma ritorniamo ai nostri milioni.
— Volentieri, disse Danglars colla maggior naturalezza del mondo. Avete dunque molta fretta di ritirare questo danaro?
— Ma sì, il riscontro di cassa si fa domani.
— Domani! perchè non lo avete detto subito! ma è un secolo, domani! a che ora succede la verifica di cassa?
— Alle due pomeridiane.
— Mandate a mezzogiorno, disse Danglars col suo sorriso.
Il sig. de Boville non rispondeva gran cosa, faceva di sì colla testa, ed andava voltando e rivoltando il suo portafogli fra le mani.