— Ma ora che vi penso, disse Danglars, fate anche meglio.
— Che volete che io faccia?
— La ricevuta di Monte-Cristo vale danaro contante: passate con questa ricevuta da Rothschild o da Laffitte; essi ve la prenderanno sul momento.
— Quantunque da pagarsi a Roma?
— Certamente; non vi potrà costare che un piccolo sconto di sei o settemila fr. — Il ricevitore fece uno sbalzo in addietro.
— In fede mia, no, desidero di aspettar domani, come dicevate.
— Ho creduto per un momento, perdonatemi, disse Danglars con una estrema impudenza, ho creduto che aveste un piccolo deficit, una piccola mancanza da riempire.
— Oh! fece il ricevitore. — Ascoltate, ciò si è veduto, e, in questo caso, si fa un sacrificio. — Grazie a Dio no, disse il sig. de Boville. — Allora, a domani, n’è vero, mio caro sig. ricevitore? — Sì, a domani, ma senza fallo?
— Anche! ma ridete! mandate a mezzogiorno e la banca sarà avvisata. — Verrò io stesso.
— Meglio ancora, perchè ciò mi procurerà il piacere di rivedervi. — E si strinsero la mano. — A proposito, disse il sig. de Boville, non andate al funerale di questa povera madamigella de Villefort, che ho incontrato sul baluardo?