— Parto per un viaggio, rispose con dispetto Massimiliano.
— Amico mio! disse Monte-Cristo con una voce piena di una infinita dolcezza. — Signore?
— Amico mio, non fate risoluzioni estreme, ve ne supplico.
— Io risoluzioni estreme! disse Morrel stringendo le spalle, che ritrovate di risoluzione estrema in un viaggio?
— Massimiliano, disse Monte-Cristo, deponiamo ciascun di noi la maschera che in questo momento portiamo. Massimiliano, non abusate di questa calma di comando più di quello che non abuso di voi colla mia frivola sollecitudine. Capirete bene, che per aver fatto ciò che ho fatto, per aver rotto un vetro, violato il segreto della camera di un amico, bisognava che avessi una reale inquietudine, o piuttosto una terribile convinzione? Morrel, voi volevate uccidervi.
— Bah! disse Morrel fremendo. Di dove cavate queste idee?
— Vi dico che volevate uccidervi, continuò il conte col medesimo tuono di voce, ed eccone la pruova. — Ed avvicinandosi allo scrittoio, sollevò il foglio bianco che il giovine aveva gettato sulla lettera incominciata, e prese la lettera. Morrel si slanciò per levargliela di mano. Ma Monte-Cristo prevedeva il movimento, e lo prevenne afferrando Massimiliano per un polso e fermandolo come la catena di acciaio ferma la molla nel mezzo della sua evoluzione.
— Vedete bene, che volevate uccidervi, Morrel, disse il conte; ciò sta scritto!
— Ebbene! gridò Morrel, passando senza transizione dall’apparenza della calma alla espressione della violenza; ebbene! quando ciò fosse, quando avessi risoluto di voltar su di me la canna di questa pistola, chi me lo impedirà? chi avrà il coraggio d’impedirmelo? quando io dirò: Tutte le mie speranze sono rovinate; il mio cuore è spezzato, la mia vita è estinta, non vi è più che lutto e disgusto intorno a me; la terra è divenuta cenere, ogni voce umana mi dilania; quando dirò; è una pietà lasciarmi morire, perchè se non mi lasciate morire, perdo la ragione, diventerò pazzo! Vediamo, dite, signore, quando dirò così, quando si vedrà che lo dico con le angosce e le lagrime del cuore, mi si risponderà forse; avete torto? Mi si impedirà di non esser più infelice? dite, signore, dite; avreste forse voi questo coraggio?
— Sì, Morrel, fece il conte con una voce, la cui calma contrastava stranamente colla esaltazione del giovine.