— Voi! gridò Morrel, con una espressione crescente di collera e di rimprovero; voi che mi avete ingannato con una assurda speranza, che mi avete trattenuto, cullato, addormito con vane promesse, mentre avrei potuto con qualche colpo rumoroso, con qualche estrema risoluzione, salvarla, o almeno vederla morir fra le mie braccia; voi che affettate tutti gli espedienti dell’intelligenza, tutte le potenze della materia; voi che rappresentate, o che almeno fate sembiante di rappresentar sulla terra un emissario della Provvidenza, e che non avete neppur il potere di dare un contraveleno ad una giovanetta avvelenata! ah! in verità, signore, mi fareste pietà, se non mi fareste orrore!

— Morrel!...

— Sì, mi avete detto di deporre la maschera, ebbene! siate soddisfatto, la depongo. Sì, quando mi avete seguito al cimitero, sì ho ancora risposto, perchè il mio cuore è buono; quando siete entrato qui, vi ho lasciato venire fin qui... Ma poichè venite a bravare fin dentro la mia camera, ove mi era ritirato come dentro una tomba; poichè apportate una nuova tortura a me, che credeva di averle stancate tutte, conte di Monte-Cristo, mio preteso benefattore, conte di Monte-Cristo, salvatore universale, siate soddisfatto, vedrete morire il vostro amico.

E Morrel, col sorriso della demenza sulle labbra, si slanciò una seconda volta verso le pistole. Monte-Cristo, pallido come uno spettro, ma coll’occhio abbagliante di luce, stese la mano sulle armi, e disse all’insensato:

— Ed io, ed io vi ripeto che non vi ucciderete!

— Impeditemelo dunque! replicò Morrel con un ultimo slancio, che come il primo, venne ad infrangersi contro il braccio d’acciaio del conte.

— Ve lo impedirò!

— Ma chi siete dunque per arrogarvi questo tirannico diritto verso le creature viventi e pensanti?

— Chi sono io? ripetè Monte-Cristo. Ascoltate, sono il solo uomo al mondo che abbia il diritto di dirvi: Morrel, non voglio che oggi muoia il figlio di tuo padre. — E Monte-Cristo, maestoso, trasfigurato, sublime, si avanzò colle due braccia incrociate verso il giovine, che palpitante suo malgrado per la possanza di quest’uomo, rinculò di un passo!

— Perchè parlate di mio padre? balbettò egli, perchè mischiate la rimembranza di mio padre con ciò che mi accade oggi?