— Me lo promettete?
— Sì, perchè io pure sono un uomo, io pure ho sofferto, io pure come ti ho detto, volli morire, e spesso, anche dopo che si è allontanato da me l’infortunio, io pure ho pensato alle delizie del sonno eterno.
— Voi dunque mi promettete ciò con sicurezza, conte?
— Non tel prometto, ma tel giuro, disse Monte-Cristo.
— Fra un mese, sul vostro onore, se non sarò consolato, mi lascerete libero della mia vita, e qualunque cosa io faccia, non mi chiamerete ingrato?
— Fra un mese, in questo stesso giorno, Massimiliano, fra un mese, in questa stessa ora, la data è sacra, Massimiliano, oggi siamo al 5 di settembre; ed oggi son dieci anni che io salvai tuo padre che voleva morire.
Morrel afferrò le mani del conte e le baciò; il conte lo lasciò fare, come se avesse conosciuto che questo tratto gli era dovuto. — Fra un mese, continuò Monte-Cristo, tu avrai sulla tavola, davanti alla quale saremo entrambi assisi, delle buone armi ed una morte dolce; ma in compenso mi prometti di aspettar fino a quell’ora e di vivere?
— Oh! a mia volta, gridò Morrel, ve lo giuro!
Monte-Cristo attirò il giovine sul suo cuore e ve lo tenne lungamente: — Ed ora, disse egli, da questo giorno tu verrai a dimorar meco; prenderai l’appartamento di Haydée, e una figlia almeno sarà sostituita da mio figlio.
— Haydée! disse Morrel; e che è dunque avvenuto di lei?