Quando gli convenne discendere per seguire le guardie, Cornelio ricercò con gli occhi l’angelico sguardo di Rosa, ma non vide dietro alle spade e alle alabarde che un corpo steso presso di una panca, e una faccia livida e mezzo velata dai lunghi capelli.
Ma Rosa cadendo esanime, aveva per obbedire al suo amico posata la mano sulla sua giubbetta di velluto, e nell’oblio anco dei sensi, continuava istintivamente a sorvegliare il deposito prezioso, che aveale confidato Cornelio.
I! giovine lasciando la segreta potè travedere tra le dita serrate di Rosa il foglio giallastro della Bibbia, sul quale Cornelio de Witt aveva con tanto stento e con tanto dolore scritto alcune linee, le quali, se Cornelio le avesse lette, avrebbero salvato un uomo e un tulipano.
XII L’esecuzione.
Cornelio non aveva che trecento passi a fare fuori della prigione per arrivare a piè del palco. In fondo alla scala il cane lo guardò passare tranquillamente; Cornelio credè pure rimarcare negli occhi del mastino una certa espressione di dolcezza che confinasse con la compassione. Forse il cane conosceva i condannati, e mordeva solo quelli che escissero liberi.
Si capisce bene che quanto più il tragitto era corto dalla porta della prigione a piè del palco, tanto più era ingombro di curiosi. Erano li stessi, che iniquamente inebriati dal sangue che avevano già bevuto tre giorni innanzi, attendevano una nuova vittima.
Però appena che Cornelio comparve un urlo immenso prolungossi per la via, s’intese su tutta la superficie della piazza e si distese in tutte le direzioni delle strade che sboccavano al palco e che erano ingombre di accorrenti, cosicchè il palco rassomigliava a un’isola, che fossero venute a battere onde di quattro o cinque fiumane.
In mezzo alle minacce, agli ululati e agli schiamazzi, senza dubbio per non intenderli, Cornelio erasi tutto riconcentrato in se stesso.
A che pensava il giusto che andava a morire? Non ai suoi nemici, non a’ suoi giudici, non a’ suoi carnefici. Pensava a’ bei tulipani, che vedrebbe dall’alto dei cieli, sia a Ceylan, sia a Bengala, sia altrove, allorchè assiso con tutti gl’innocenti alla destra di Dio egli potrebbe riguardare con compassione questa terra dove erano stati scannati Giovanni e Cornelio de Witt per aver troppo pensato alla politica, e dove si andava a scannare Cornelio Van Baerle per aver troppo pensato ai tulipani.
— Un colpo di spada, diceva il filosofo, e comincerà la mia bella visione.