— Vostro padre?

— Sì, gli è giù in corte in fondo alla scala, che riceve le istruzioni dal governatore, e sale.

— Le istruzioni dal governatore?...

— Sentite, vi racconto tutto in due parole. Lo Statolder ha una villa a cinque miglia da Leida, o piuttosto una gran cascina, e non altro; la sua balia è mia zia, che ha la direzione di tutti gli animali che sono chiusi in quella masseria. Dacchè ho ricevuto la vostra lettera, che non ho potuto leggere, ahimè! ma che mi ha letto la vostra balia, sono corsa dalla mia zia; là sono rimasta fino a che il principe venne alla cascina, e appena vi giunse, gli domandai, che mio padre fosse promosso dalle sue funzioni di primo soprastante della prigione dell’Aya a quello di carceriere alla fortezza di Loevestein. Ei non sospettò affatto del mio fine; che se lo avesse anche trapelato, forse me lo avrebbe recusato, ed invece me lo concesse.

— Di sorte che eccovi qui?

— Come vedete.

— Di modo, che vi vedrò tutti i giorni?

— Il più spesso che potrò.

— O Rosa! mia bella Rosa! disse Cornelio; voi dunque mi amate un poco?

— Un poco... diss’ella, oh! voi non siete troppo esigente, signor Cornelio.