— Oh! vi conosco perfettamente, mio caro Grifo, disse il prigioniero avanzandosi dentro il circolo di luce, che gettava la lanterna.

— Toh! toh! Siete voi, sig. Van Baerle, disse Grifo; oh! siete voi; guarda, guarda, come ci si rincontra.

— Sì, e godo infinitamente, mio caro Grifo, nel vedere che il vostro braccio va a meraviglia, perchè con quello appunto tenete la lanterna.

Grifo aggrottò il sopracciglio e rispose:

— Vedete, come va in politica, si fa sempre qualche sbaglio. Sua Altezza vi ha lasciato la vita, e io non l’avrei fatto mai e poi mai.

— Voi? domandò Cornelio; e perchè?

— Perchè voi siete uno da cospirare nuovamente; voialtri scienziati avete commercio col diavolo.

— Ohè! maestro Grifo, non siete stato contento del modo con cui vi ho rimesso il braccio, ovvero del prezzo che vi ho chiesto? disse ridendo Cornelio.

— Al contrario, perbacco! al contrario! mormorò il carceriere; me l’avete rimesso benissimo; vi è sotto qualche stregoneria: in capo a sei settimane io mi serviva del braccio, come nulla mi fosse accaduto. A segno tale che il medico del Buitenhof, che sa il fatto suo, voleva rirompermelo, per rimettermelo nelle regole, promettendomi che questa volta starei tre mesi senza potermene servire.

— E voi non avete voluto?