— Ho detto: No. Tanto che con questo braccio possa farmi il segno della croce (Grifo era cattolico) tanto che con questo braccio possa farmi il segno della croce, mi rido del diavolo.

— Ma se vi ridete del diavolo, maestro Grifo, a più forte ragione vi dovete ridere dei sapienti.

— Oh! i sapienti, i sapienti! esclamò Grifo senza rispondere alla domanda; i sapienti! amerei meglio avere da guardare dieci soldati che un solo sapiente. I soldati fumano, bevono, si ubriacano; sono trattabili come pecori, quando si dà loro dell’acquavite o del vino della Mosa; ma un sapiente ha ben altro che fumare, bere, ubriacarsi! Gli è sobrio, stringato, e conserva la sua testa per cospirare. Ma comincio dal dirvi che non vi sarà molto facile il cospirare; onde punti libri, punta carta, punti grimaldelli. Grozio si salvò per i libri.

— Vi assicuro, maestro Grifo, riprese Van Baerle, che forse per un momento mi è venuta l’idea di salvarmi; ma che ora non ci penso neppure.

— Va bene! va bene! rispose Grifo, vegliate su voi che io farò altrettanto. Ci vuol pazienza, ma Sua Altezza ha fatto un brutto sbaglio.

— Non facendomi mozzare la testa?.... Grazie, grazie, maestro Grifo.

— Senza dubbio. Guardate un po’ come ora stanno buoni i signori de Witt.

— È atroce quel che dite, o maestro Grifo, disse Van Baerle volgendosi altrove per nascondere il suo disgusto. Voi dimenticate che uno di quegl’infelici era mio amico e l’altro.... l’altro mio secondo padre.

— Sì, ma mi ricordo che l’uno e l’altro erano cospiratori. E poi parlo così per filantropia.

— Ah! davvero? Spiegatemelo dunque un poco, mio caro Grifo, perchè non lo capisco bene.