«Non è già l’inquietudine, cagionatami dal mio tulipano, che mi rende malato; l’è il crepacuore, che io provo, di più non vedervi».
Escito Grifo dopo ritornato la sera, egli strisciò la carta di sotto la porta e ascoltò.
Ma per quanto egli orecchiasse, non intese nè il passo di Rosa nè lo scartocciare delle sue vesti.
Egli intese una voce leggiera come un alito di vento e dolce come una carezza, che gettogli dalla graticola queste dolci parole:
— A dimani.
Dimani era l’ottavo giorno. Negli otto giorni Cornelio e Rosa non s’erano punto veduti.
IV Ciò che era accaduto negli otto giorni.
Difatti la sera del giorno appresso all’ora solita Van Baerle intese picchiettare alla sua graticola, come era solita fare la bella Rosa ne’ bei giorni della loro amicizia.
S’intende che Cornelio non fosse molto lontano dalla porta, attraverso alla cui ferriatella rivedeva finalmente la graziosa figura da troppo lungo tempo scomparsa.
Rosa che l’aspettava col lume in mano, non potè trattenere un movimento quando ella vide il prigioniero così pallido e così tristo.