— Voi siete malato, signor Cornelio? ella dimandò.
— Sì madamigella, rispose Cornelio, malato di spirito e di corpo.
— Ho visto, o signore, che non mangiavate più, disse Rosa; mio padre mi ha detto, che non vi alzavate più; e allora vi ho scritto per tranquillizzarvi sulla sorte del prezioso oggetto delle vostre inquietudini.
— Ed io, disse Cornelio, vi ho risposto. Io credeva, vedendovi ritornare, mia cara Rosa, che voi aveste ricevuto la mia lettera.
— Difatti l’ho ricevuta.
— Non addurrete la scusa questa volta che non sapete leggere. Non solo leggete speditamente, ma avete ancora incredibilmente profittato rapporto allo scritto.
— Difatti ho non pur ricevuto ma letto il vostro biglietto. È ben per questo che sono venuta per vedere se fossevi qualche rimedio atto a rendervi la salute.
— A rendermi la salute! esclamò Cornelio; ma che avete dunque qualche buona nuova a darmi?
E così dicendo, il giovine ficcò su Rosa due occhi brillanti di speranza.
Ossia ch’ella non comprendesse quello sguardo ossia che non lo volesse comprendere, la giovanetta rispose con gravità: