— Anch’io ho pensato più a te che a me; e mentre che mi torturavano, non ho fiatato che una sol volta per dire: «Povero fratello!» Ma eccoti qui, si dimentichi tutto. Vieni a prendermi, è vero?
— Sì.
— Sono guarito; aiutami ad alzarmi, e tu vedrai, fratello mio, come io cammini bene.
— Non avrai molto a camminare, chè la mia carrozza è al fosso dietro lo squadrone di Tilly.
— Lo squadrone di Tilly? Perchè dunque sono al fosso?
— Ah! si suppone, disse il gran Pensionario con quella sua fisonomia ridente in mezzo alla sua abituale tristezza, che le genti dell’Aya ti vogliano veder partire, e si teme di un po’ di tumulto.
— Di un tumulto? riprese Cornelio, fissando il suo sguardo sul suo fratello imbarazzato; di un tumulto?
— Sì, Cornelio.
— Allora ecco perchè io sentiva quel frastuono, disse come parlando a sè stesso.
Poi rivolgendosi al fratello: