Si aprì la porta, Grifo entrò introducendo gli uomini, e chiuse l’uscio dietro a loro.

— Via! ora perquisiamo.

Fu cercato nelle tasche di Cornelio, tra l’abito e la sua sottoveste, tra la sottoveste e la camicia, tra la camicia e la carne: non fu trovato niente.

Fu cercato dentro le lenzuola, dentro le materasse, dentro il saccone: non fu trovato niente.

Quanto allora felicitossi Cornelio per non avere accettato il terzo tallo. Grifo in questa perquisizione avrebbelo certo trovato per ben nascosto che fosse stato, e lo avrebbe trattato come il primo.

Del resto mai prigioniero assistette di un viso più sereno a una perquisizione fatta nella sua stanza.

Grifo si ritirò coll’apis e i tre o quattro fogli di carta bianca che Rosa aveva dato a Cornelio; ciò fu il solo trionfo della spedizione.

Alle sei Grifo tornò ma solo; Cornelio volevalo addolcire; ma Grifo brontolò, serrandosi con le due dita le labbra, ed escì all’indietro come un uomo che abbia paura di essere aggredito.

Cornelio diede in uno scroscio di riso; per cui Grifo che ne conosceva il perchè, gli gridò attraverso la graticola:

— Bene! bene! ben ride, chi ultimo ride.