«Ho l’onore di essere vostra umilissima serva

«Rosa Grifo.

— Va benone, va benone, mia cara Rosa. Questa lettera è una maraviglia; non l’avrei scritta io con tanta semplicità. Al congresso darete tutti i ragguagli che vi saranno richiesti; saprassi come il tulipano sia cresciuto; di quali cure, veglie e timori sia stato cagione; ma ora, Rosa mia, ora non un istante da perdere... L’espresso! l’espresso!

— Come si chiama il presidente?

— Qua, ci metterò io l’indirizzo. È ben conosciuto, è Van Herysen, sindaco di Harlem.... Qua, Rosa, qua.

E con mano tremante fece la soprascritta:

«A Pietro Van Herysen

«Sindaco e Presidente della Società orticola di Harlem.

— Ora andate, Rosa, andate, disse Cornelio; e affidiamoci a Dio, che ci ha ben guardati fin qui.

VII L’Invidioso.