Non aveva ella ancora finito, che un urlo cacciatole in faccia interruppe la sua frase.

— Mio padre! esclamò Rosa.

— Grifo! ruggì Van Baerle, ah! scellerato!

Il vecchio Grifo in mezzo a tutto quel frastuono era salito senzachè si fosse sentito.

Ei prese bruscamente sua figlia pel polso.

— Ah! voi mi prenderete le chiavi, disse di una voce cupa per la collera. Ah! questo infame, questo mostro, questo cospiratore è il vostro Cornelio! Ah! si tiene di mano ai prigionieri di stato! Va bene!

Rosa battè insieme le mani per la disperazione.

— Oh! continuò Grifo passando dall’accento febbricitante della collera alla fredda ironia del vincitore, ah! ah! signor tulipaniere innocente, ah! ah! signor sapiente inzuccherato, voi mi massacrerete, voi beverete il mio sangue! Benone! non si fa dimeno! E la mia figlia complice. O Gesù! ma che sono io in una caverna di assassini, che sono io in un coviglio di briganti? Ah! stamattina il signor governatore saprà tutto, e dimani saprà tutto S. A. lo Statolder. Noi conosciamo la legge: «Chiunque si ribellerà in prigione (articolo 6).» Noi vi andiamo a dare una seconda edizione del Buitenhof o signor sapiente, e sarà la buona edizione. Sì, sì, stringete le pugna come un orso in gabbia, e voi bellina, divorate con gli occhi il vostro Cornelio. Vi avverto però, o miei agnellini, che non avrete più questa felicità di cospirare insieme. Giù, via discendi, snaturata figliuola. E voi, signor sapiente, a rivedervi; siate tranquillo, a rivedervi!

Rosa fuori di sè per il terrore e per la disperazione, gettò un bacio al suo amico; poi senza dubbio illuminata da un pensiero istantaneo, si affrettò alla scala, dicendo:

— Non è ancora tutto perduto; conta su me, mio Cornelio.