L’umile straniero prese un libro dello scaffale, e fece segno a Van Herysen di cominciare l’interrogatorio.
Van Herysen sempre al cenno del giovine dall’abito violetto, si assise, e tutto felice e superbo della importanza che eragli accordata, cominciò:
— Mia ragazza, mi promettete la verità, tutta la verità, sul conto del tulipano?
— Ve la prometto.
— Ebbene, parlate dunque davanti al signore, che è uno dei membri della società orticola.
— Signore, che cosa potrei dirvi, che io non abbia già detto?
— E allora?
— E allora, non posso che rinnovare la preghiera che vi ho diretta.
— Quale?
— Di far venir qui il signor Boxtel col suo tulipano, se io vedo che non sia mio, lo dirò francamente; ma se io lo riconosco, lo reclamerei anco davanti a Sua Altezza lo Statolder, con le prove alla mano!