— Voi dunque avete delle prove, bella ragazza?

— Dio, che sa il mio buon diritto, me le fornirà.

Van Herysen scambiò un’occhiata col principe che dalla prima parola di Rosa, sembrava cercasse di richiamarsi alla memoria, come avesse sentito altra volta quell’armonica voce.

Partì un officiale per cercare di Boxtel.

Van Herysen continuò l’interrogatorio, proseguendo:

— E su che basate voi queste asserzioni, di essere proprietaria del tulipano nero?

— Sopra una cosa ben semplice, ed è d’averlo io piantato e coltivato nella mia propria camera.

— In camera vostra? E dov’è la vostra camera?

— A Loevestein.

— Siete di Loevestein?