— Ebbene, no, non sono io una fioraia sapiente! Io non sono che una povera ragazza del popolo, una povera paesana di Frisia, che non son che tre mesi che non sapeva nè leggere nè scrivere. No, il tulipano nero non è stato ritrovato da me.

— E da chi gli è stato trovato?

— Da un povero prigioniero di Loevestein.

— Da un prigioniero di Loevestein? ripetè il principe.

Al suono di quella voce, Rosa alla sua volta trasalì.

— E allora da un prigioniero di Stato, continuò il principe, perchè al Loevestein non sonvi che prigionieri di Stato.

E si rimise a leggere, o almeno fece le viste.

— Sì; mormorò Rosa tremante, sì, da un prigioniero di Stato.

Van Herysen impallidì udendo pronunziare una simile confessione davanti un simile testimone.

— Continuate, disse freddamente Guglielmo al presidente della società orticola.