Non erano passati cinque minuti che un prolungato e vigoroso fischio percosse col suo trillo marinaresco il nero fogliame degli olmi acuminati, e dominò i clamori del Buitenhof.
Giovanni alzò le braccia al cielo per ringraziarnelo.
— Ora, disse, partiamo, o Cornelio.
III L’allievo di Giovanni de Witt.
Mentre che gli urli della folla stivata sul Buitenhof, sempre più crescenti, determinavano Giovanni de Witt a sollecitare la partenza del suo fratello Cornelio, una deputazione di paesani era andata, come si è detto, al palazzo comunale, per dimandare l’allontanamento del corpo di cavalleria del Tilly.
Non v’era molta distanza dal Buitenhof all’Hoog-straat; talchè poteva scorgersi uno straniero, che dal momento in cui era cominciata questa scena ne aveva seguiti i dettagli con una certa curiosità, dirigersi con gli altri, o piuttosto di seguito agli altri, verso il palazzo comunale, per sapere con più sollecitudine ciò che si andasse a fare.
Quello straniero era un uomo molto giovine al più di ventitrè a ventiquattro anni, senza apparente robustezza. Nascondeva — senza dubbio con la ragione di non essere riconosciuto — la sua faccia pallida e allungata dentro un fino fazzoletto di tela di Frigia, col quale incessantemente asciugavasi la fronte bagnata di sudore o le sue labbra ardenti.
L’occhio immobile come quello dell’uccello da preda, il naso aquilino e lungo, la bocca sottile e diritta, aperta o piuttosto tagliata come i labbri di una ferita, costui avrebbe offerto al Lavater, se fosse vissuto in quest’epoca, un soggetto di studi fisiologici, che non sarebbero tornati in gran prò della sua scienza.
Tra la figura del conquistatore e del corsaro dicevano gli antichi, qual differenza ci trovi? quella che trovo tra l’aquila e il falco: la sicurezza o l’inquietudine.
Medesimamente quella fisonomia livida, quel corpo gracile e malaticcio, quel portamento inquieto, mentre andavasene dal Buitenhof all’Hoog-straat accodato a tutto quel popolo urlante, presentava il tipo di un padrone sospettoso o d’un ladro inquieto; e un poliziotto avrebbe certo opinato per l’ultimo, a cagione della premura che costui, del quale ci occupiamo in questo momento, prendeva a nascondersi.