Difatti tutte le apparenze gli stavano contro.
In un attimo Cornelio fu disarmato e Grifo circondato, rialzato, sostenuto potè contare le ammaccature, che gonfiavano le sue spalle e la sua schiena come altrettante giogaie addentellanti le creste di una montagna.
Fu steso il processo verbale delle violenze esercitate dal prigioniero sopra il suo guardiano; e questo processo insufflato da Grifo non potevasi accusare di tiepidezza. Non trattavasi niente meno che di un tentativo di assassinio premeditato da lungo tempo e attentato sul carceriere; dunque premeditazione e ribellione aperta.
Mentrechè istruivasi il processo contro Cornelio, i ragguagli dati da Grifo rendendo il suo confronto inutile, i due soprastanti l’avevano fatto scendere nel suo quartiere tutto maculato e gemebondo.
Intanto le guardie, che eransi impadronite di Cornelio, occupavansi cristianamente ad istruirlo degli usi e costumi di Loevestein, che del resto egli conosceva bene quanto loro, essendogli stata fatta lettura del regolamento quando entrò in quella prigione, e certi articoli specialmente essendogli rimasti perfettamente a memoria.
Gli raccontarono inoltre, come l’applicazione di quel regolamento fosse stata fatta sul conto di un prigioniero nominato Mattias, che nel 1668, cioè cinque anni prima aveva commesso un atto di ribellione ben altrimenti più lieve di quello che erasi permesso Cornelio.
Egli aveva trovato la sua minestra bollente e aveala schiaffata sul muso del capoguardia, che al seguito di questa ablazione aveva avuto il disappunto asciugandosi il viso di venirgli dietro una buona parte di pelle.
Mattias dentro le dodici ore era stato estratto dalla sua stanza, poi condotto al guardiolo, dove era stato iscritto come assente di Loevestein; poi menato alla spianata, la cui visuale è bellissima, estendendosi a dodici leghe di distanza; poi quivi avendogli legate le mani e bendati gli occhi, si recitarono tre preghiere; e poi fu invitato a inginocchiarsi, e le guardie di Loevestein in numero di dodici a un segnale fatto da un sergente gli applicarono ognuno abilissimamente una palla nello stomaco.
Per quelle pillole Mattias essere morto nell’atto.
Cornelio ascoltò con la più grande attenzione questo racconto non molto piacevole; e dopo averlo ascoltato, disse: