— Ah! ah! dentro le dodici ore, dite voi?

— Già, la dodicesima ora, a quel che credo, non era finita di suonare, disse il narratore.

— Grazie, disse Cornelio.

La guardia non aveva finito la graziosa sua risata, che serviva di puntuazione al suo racconto, che un passo sonoro risuonò per la scala: un tintinnio di sproni come di marcia militare.

Le guardie scansaronsi per lasciar passare un officiale, che entrò nella stanza di Cornelio al momento in cui il cancelliere di Loevestein stendeva il verbale.

— È questo il N.º 11? domandò.

— Sì, capitano, rispose il sottofficiale.

— Allora è questa la camera di Cornelio Van Baerle? Egli domandò dirigendosi questa volta allo stesso prigioniero.

— Sì, signore.

— Seguitemi.