— Ah! scellerato! ab! brigante! urlò Grifo mostrando le pugna alla sua vittima che scappavagli di mano. E dire che se ne va senza rendermi mia figlia!

— Se mi si conduce a Dordrecht, disse Cornelio, vedrò passando da casa mia almeno le mie casellette se siano ben tenute.

XIV Quando Van Baerle cominci a dubitare a qual supplizio sia riserbato.

La vettura trottò per tutta la giornata; si lasciò Dordrecht a sinistra, traversò Rotterdam, toccò Delft: alle cinque di sera erano state percorse almeno venti leghe.

Cornelio diresse qualche interrogazione all’officiale che servivagli a un tempo di guardia e di compagno; ma per circospette che fossero le sue dimande, egli ebbe il cordoglio di vederle restare senza risposta.

Cornelio rimpianse di non aver più a fianco suo quella guardia così compiacente, che parlava almeno senza farsi pregare.

Colui senz’altro avrebbegli prodigato intorno a questa singolarità, che sorvenivagli nella sua terza avventura, dettagli così graziosi e spiegazioni così precise come intorno alle due prime.

Si passò la notte in vettura; l’indomani alla punta del giorno, Cornelio si trovò al di là di Leida, avendo a sinistra il mar del Nord e a diritta il mare di Harlem. Tre ore dopo entrava in Harlem.

Cornelio ignorava affatto l’accaduto in quella città, e noi lo lasceremo in questa ignoranza, finchè non ne sia tratto dagli avvenimenti.

Ma non può essere così del lettore, che ha il diritto di essere messo in corrente delle cose prima del nostro eroe.