— Venite dunque, disse la bella Frisona.
E per un andito interno condusse i due fratelli dal lato opposto della prigione.
Sempre guidati da Rosa discesero una scala di una dozzina di gradini, traversarono una corticella con le mura merlate, e per la porta a sesto acuto già aperta, trovaronsi dall’altro lato della prigione sulla via deserta in faccia alla carrozza che aspettavali col montatoio calato.
— Eh! presto, presto, miei padroni, non sentite? esclamò il cocchiere tutto spaventato.
Ma dopo aver fatto montare Cornelio, il gran Pensionario si volse alla giovinetta:
— Addio, mia ragazza, disse; tutto quello che ti si potesse dire, non ti esprimerebbe che debolmente la nostra riconoscenza. Ti raccomanderemo a Dio, che ricorderassi, io spero, che tu hai salvato la vita a due uomini.
Rosa prese la mano stesale dal gran Pensionario, e baciolla rispettosamente.
— Andate, andate; chè sforzano la porta.
Giovanni de Witt montò precipitosamente, prese posto accanto al fratello, e chiudendo lo sportello della carrozza, esclamò:
— A Tol-Hek!