— Nascondetevi.
— Dove?
— In una segreta.
— E tu, figlia mia?
— Io, babbo mio, scenderovvi con voi; ne chiuderemo la porta; e quando avranno lasciata la prigione, allora esciremo dal nostro nascondiglio.
— Hai per..., ragione! esclamò Grifo; l’è un prodigio il giudizio che sta in cotesta testolina!
— Venite, venite, babbo mio, disse Rosa aprendo una piccola ribalta.
— Ma intanto i nostri prigionieri? soggiunse Grifo.
— Dio veglierà su loro, o babbo mio, disse la giovinetta; permettete che io vegli su voi.
Grifo seguì sua figlia, e la ribalta si richiuse sulle loro teste giusto nel punto, che la porta sfracellata dava adito alla canaglia.