— Grazie, fanciulla mia, rispose Cornelio; ma io resto.

— Voi restate! Mio Dio! mio Dio! Non avete dunque capito che sarete condannato... condannato a morte, giustiziato sopra un palco e forse assassinato, messo in pezzi come sono stati assassinati e messi in pezzi Giovanni e Cornelio? A nome del cielo, non vi occupate di me, e fuggite questa stanza dove voi siete. Guardatevene, che fu fatale ai de Witt.

— Ohè! esclamò il carceriere riavendosi. Chi parla di quei malanni, di que’ miserabili, di quegli scellerati dei de Witt?

— Non ve ne importi, mio brav’uomo, disse Cornelio col suo amabile sorriso; chè ciò che v’ha di peggio per le fratture, è il riscaldamento del sangue.

Poi sotto voce a Rosa:

— Mia ragazza, soggiunse, io sono innocente, aspetterò i miei giudici con la tranquillità e con la calma di uno innocente.

— Zitto! disse Rosa.

— Zitto e perchè?

— Bisogna che mio padre non si accorga che abbiamo insieme discorso.

— E che male sarebbe?