Cornelio ascoltava la sentenza con volto più maravigliato che tristo. Letta la sentenza il cancelliere domandogli se avesse qualche cosa a dire:

— Affè! no, rispose; ma confesso solamente che tra tutte le cause di morte, che un uomo cauto può prevenire per iscansarle, non ho mai neppure per immaginazione pensato a questa.

Alla qual risposta il cancelliere salutò Cornelio Van Baerle con tutta la considerazione che tal sorta di funzionarii accordano ai gran delinquenti di ogni genere. Ed essendo per escire:

— A proposito, signor cancelliere, disse Cornelio, per qual giorno è la cosa, se non vi dispiace?

— Oh! per oggi, rispose il cancelliere un poco piccato dal sangue freddo del condannato.

Scoppiò un singulto dietro la porta. Cornelio si sporse per vedere da chi venisse; ma Rosa aveva indovinato la mossa ed erasi tirata indietro.

— E, soggiunse Cornelio, a qual’ora l’esecuzione?

— Signore, pel mezzogiorno.

— Diavolo! mi pare, se non sbaglio, aver sentito battere le dieci almeno da venti minuti fa. Non ho tempo da perdere.

— Per riconciliarvi con Dio, sì, o signore, disse il cancelliere salutandolo profondamente, e potete chiedere quel ministro che vi piacerà.