«Per me? se posso sapere dove va il signor Bazin? non è difficile.... ma non mi burlate?
«No, da uffiziale che sono; tieni, eccoti la mezza doppia».
Ed il tenente mostrava, ma senza darla, la moneta corruttrice.
«Glielo vo a domandar subito.
«In questo modo non sapresti nulla; attendi che sia partito, e poi, cospetto! ricerca, interroga, informati.... ci hai da pensar tu, la moneta è qua».
E d’Artagnan se la ripose in saccoccia.
«Capisco, disse il ragazzo con quel sorrisetto di motteggio ch’è proprio dei biricchini di Parigi; ebbene, aspetterò».
L’aspettativa non fu lunga. A capo a cinque minuti Bazin se ne andò con un trottarello rinforzato a suon di ombrellate addosso al cavallo.
Egli aveva per uso di portare un ombrello a guisa di frustino.
Appena ebbe girato dall’angolo di via della Juiverie, il giovanetto si slanciò fuori come un can da caccia.