In quel frattempo d’Artagnan si era messo già fuori dal finestrino.
«Siete dunque deciso? domandò Athos.
«Sì, rispose il Guascone. Animo, Athos! voi che siete l’uomo perfetto, ordinate allo spirito di dominare la materia; voi, Aramis, date il comando ai servi; voi, Porthos, uccidete quanti ci diano ostacolo».
E d’Artagnan, avendo stretta la mano ad Athos, colse il momento che per un moto di ondeggiamento il naviglio si sommergeva da poppa, talchè non ebbe da far altro che lasciarsi calare nell’acqua che lo avvolgeva di già sino alla cintura.
Athos gli andò appresso anche prima che la feluca fosse rialzata; questa si trasse in su, e si vide scaturir dal mare il cavo a cui era legata la scialuppa.
D’Artagnan nuotò verso quella corda e la raggiunse.
Poi alla svolta del bastimento si distinsero due teste: quelle di Aramis e di Grimaud.
«Blaisois mi dà da pensare, disse Athos; non avete inteso, d’Artagnan, che ci ha detto non saper nuotare se non nei fiumi?
«Quando si sa nuotare, si nuota da per tutto, rispose il tenente, al bargio! al bargio!
«Ma Porthos? non lo veggo!