«Bravo Athos! fece Aramis con uno slancio in lui molto raro.

«Bellissimo colpo! aggiunse Porthos.

«Avevo un figlio, rispose Athos, e volli vivere.

«Al fine, disse d’Artagnan, Dio ha parlato!

«Non fui io che lo uccisi, balbettò Athos, fu il destino!»

LXXVIII. Nel quale Mousqueton, stato in procinto d’essere arrostito, andò a rischio di esser mangiato.

Vi fu nella lancia lungo silenzio dopo la terribile scena da noi raccontata. La luna, mostratasi per un momento, come se Dio avesse voluto che nessun dettaglio di quell’avvenimento restasse celato agli spettatori, scomparve a tergo alle nuvole; tutto tornò nell’oscurità, spaventosa in tutti i deserti, e specialmente sul liquido deserto chiamato l’oceano, e non s’intese più altro che il sibilo dei venti sulla cima dei flutti.

Porthos fu il primo a parlare, e disse:

«Molte cose io vidi, ma niuna mi commosse quanto quella veduta poc’anzi. Eppure, benchè turbato, vi dichiaro che mi sento contento: ho sul petto cento libbre di meno, e alfine respiro libero».

E di fatti Porthos respirò con tal fracasso che diè prova vantaggiosa della forza dei suoi polmoni.