«Finitele dunque! ribattè Chatillon con non minor alterigia che d’Herblay».

Questi fece un inchino, e replicò.

«Signori, un altro fuori di me o del conte di la Fère vi farebbe arrestare, giacchè abbiamo in Parigi alcuni amici; ma noi vi offriamo un mezzo di partire senza esser molestati. Venite a discorrere con noi cinque minuti colla spada in pugno su quel terrazzo abbandonato.

«Volentieri, rispose Chatillon.

«Un momento! esclamò Flamarens, so che la proposta è tale da tentarci, ma adesso ci è impossibile accettarla.

«E perchè? domandò Aramis in tuono di scherno, la vicinanza del signor Mazzarino è forse quella che vi rende sì prudenti?

«Ah, Flamarens, lo udite? disse Chatillon, non rispondere sarebbe una macchia al mio nome e all’onor mio.

«Così la penso io pure, disse freddamente Aramis.

«Voi però non risponderete, e questi signori fra poco saranno, io spero, della mia opinione».

Aramis scosse il capo con un gesto di estrema insolenza.