«Domandiamogli qualche notizia», propose Athos.

E i due amici si appressarono a Planchet, il quale più superbo che mai di esser veduto in funzione, si degnò di spiegare ai due gentiluomini qualmente aveva ordine di prendere posizione sulla Piazza Reale con duecento uomini formanti la retroguardia dell’esercito parigino, e di là avviarsi inverso Charenton quando occorresse.

Siccome Athos ed Aramis andavano dalla stessa parte, così fecero scorta a Planchet sino al suo posto.

Planchet fe’ manovrare abilmente i suoi uomini sulla Piazza Reale, e li schierò dietro una lunga fila di borghesi situata nella strada e nel sobborgo di Sant’Antonio, attendendo il segnale della pugna.

«Sarà calda la giornata! disse Planchet in tuono guerriero.

«Sì, fece Aramis, ma è lontano di qua il nemico.

«Signore, si abbrevierà la distanza, rispose un capodieci».

Aramis lo salutò, e voltosi ad Athos lo avvertì:

«Non ho genio ad accamparmi in Piazza Reale con tutte quelle genti. Volete che andiamo avanti? vedremo meglio le cose.

«E poi qui non verrebbe già a cercarvi il signor di Chatillon, non è così? Dunque si vada innanzi, mio caro.